Dal 1995 l’artista tedesco Matthias Biehler abbina la fotografia in bianco/nero ad un supporto di cemento che fa della fotografia quasi una scultura, mettendo in gioco la fenomenologia del quadro stesso.
Da tre anni l’artista trasferisce l’emulsione fotografica direttamente sul cemento ancora umido, inventandosi la commistione di due materiali così diversi tra loro. La traccia della luce nascosta nell’emulsione fotografica si fonda con la superficie granulare del cemento. Il principio dei due opposti che vengono intrecciati (la granularità e la monocromia) viene adoperato anche a livello iconografico. L’immagine fotografica spesso svela elementi architettonici, mentre il cemento si appropria della superficie vellutata della carta fotografica.
Nei lavori di Biehler, il cemento perde così tutto il suo peso e la sua durezza, acquisendo un’incredibile leggerezza, tratto determinante di tutte le opere dell’artista tedesco.
